Il mercato italiano della Smart Home continua a crescere e nel 2025 raggiunge per la prima volta il traguardo di 1 miliardo di euro, con un incremento dell’11% rispetto al 2024.
Sono i dati emersi dalla ricerca dell’Osservatorio Internet of Things del Politecnico di Milano, presentata il 10 febbraio 2026 durante il convegno “Smart Home tra continuità e innovazione: sicurezza, nuovi ecosistemi e AI aprono il futuro”.
Un dato importante che va però letto con attenzione: la crescita del mercato avviene in un contesto di riduzione dei prezzi medi di molte soluzioni, iniziata già nel 2024 e proseguita nel 2025. Tradotto per la filiera: meno valore unitario, ma più dispositivi venduti. Le case italiane si stanno popolando sempre di più di oggetti connessi.
Sicurezza: primo driver di ingresso nella Smart Home
La sicurezza si conferma il comparto più rilevante, con un valore di 300 milioni di euro, pari al 30% dell’intero mercato.
Videocitofoni connessi, sistemi di allarme smart e serrature intelligenti rappresentano spesso il primo passo verso la casa connessa. Per molti utenti, è proprio la protezione dell’abitazione il motivo iniziale che li avvicina allo Smart Living. Seguono Elettrodomestici connessi (20%), Soluzioni per il risparmio energetico (14%) e Smart speaker (11%).
Efficienza energetica: stabilità oggi, potenziale enorme domani
Le soluzioni per il risparmio energetico – caldaie, termostati, valvole termostatiche e climatizzatori connessi – rappresentano il 14% del mercato (142 milioni di euro).
Il comparto ha risentito della rimodulazione degli incentivi post-Superbonus, soprattutto nei canali B2B di distributori e installatori. Tuttavia, emergono segnali incoraggianti:
- Il 29% dei consumatori è interessato all’acquisto di dispositivi per l’efficienza energetica
- Il 71% degli utenti è interessato a soluzioni per ottimizzare i consumi domestici
- Il 51% è favorevole a considerare la presenza di oggetti smart nella determinazione della classe energetica dell’abitazione
- Il 29% attribuirebbe maggiore importanza alla classe energetica in fase di acquisto o ristrutturazione se venisse recepita la Direttiva “Case Green”
L’attenzione ai consumi è spinta sia dall’aumento dei costi dell’energia sia dalla crescente sensibilità ambientale.
6 italiani su 10 possiedono almeno un dispositivo smart
Dalla survey realizzata dall’Osservatorio in collaborazione con Ipsos Doxa su 1.000 consumatori italiani emergono dati molto significativi:
- Il 75% degli italiani (3 su 4) conosce il mercato Smart Home (+4% rispetto al 2024)
- Cresce la consapevolezza tra i Boomers (58-74 anni) con +9%: la smart home è quindi sempre più a portata di tutti
- Il 63% possiede almeno un oggetto smart e il 51% collega effettivamente i dispositivi alla rete (+10% rispetto al 2024)
Interessante anche il dato sulla numerosità dei dispositivi:
- 1 consumatore su 5 possiede più di 10 oggetti smart
- Solo il 4% ne possiede uno soltanto
La Smart Home non è più sperimentazione: sta diventando infrastruttura domestica.
Come vengono gestiti i dispositivi?
Tra chi possiede più di un oggetto smart:
- Il 72% utilizza principalmente le App dei produttori
- Il 36% si affida ad App di terze parti
- Il 14% utilizza smart speaker
Il desiderio di semplificazione è forte: il 62% dei consumatori considera rivoluzionaria la possibilità di avere un’unica App per gestire l’intera abitazione.
2025: l’anno dell’Intelligenza Artificiale nella Smart Home
Il 2025 segna anche un’evoluzione dell’offerta: l’Intelligenza Artificiale entra in modo strutturale nelle soluzioni Smart Home, abilitando automazioni evolute, manutenzione predittiva e ottimizzazione intelligente dei consumi.
Sul fronte domanda, però, il consumatore è ancora in fase di maturazione: il 36% dichiara di non conoscere o non comprendere ancora pienamente l’AI.
Qui la filiera può fare la differenza, traducendo la tecnologia in beneficio concreto.
Direttiva “Case Green”: una sfida enorme (e un’opportunità per gli installatori)
La Direttiva EPBD IV dovrà essere recepita entro maggio 2026. Gli obiettivi sono ambiziosi e prevedono:
- –16% di consumi energetici entro il 2030
- –20/22% entro il 2035
Il contesto italiano però è complesso:
- Il 54% delle abitazioni è in classe energetica F o G
- È necessario intervenire su 1,7 milioni di edifici residenziali entro il 2030
- Gli investimenti stimati ammontano a 115 miliardi di euro (nel periodo 2027–2030)
Gli incentivi 2020–2024 hanno già prodotto una riduzione dei consumi del 7,4%, avvicinando l’Italia a metà del target 2030. Il rallentamento delle agevolazioni ha però frenato il ritmo.
Secondo le stime dell’Osservatorio, un rafforzamento dei bonus applicati anche alle soluzioni Smart Home potrebbe generare una riduzione dei consumi tra 2.600 e 3.100 GWh annui, contribuendo fino allo 0,78% degli obiettivi europei.
Cosa significa tutto questo per gli installatori?
Il consumatore oggi è più informato, più consapevole e possiede sempre più dispositivi. Ma non sempre li integra correttamente, non sempre ne comprende il pieno potenziale e ha bisogno di guida e competenza.
La crescita del mercato non è solo tecnologica: è culturale. Per la filiera – e per gli installatori in particolare – diventa centrale investire in formazione tecnica e consulenziale, proporre soluzioni integrate, non singoli prodotti e comunicare il valore in termini di efficienza, sicurezza e comfort.
La direzione è chiara. La Smart Home non è più una nicchia: è una leva concreta per l’efficienza energetica, la riqualificazione del patrimonio immobiliare e la competitività della filiera.
E per chi saprà cogliere questa evoluzione, le opportunità non mancheranno.
Con Fantini Cosmi, installatori e progettisti possono trovare il giusto partner per cavalcare questa evoluzione e tradurre le opportunità in progetti realizzati.


