Interfacce vocali: presto saranno il cuore della Smart Home?

Le interfacce vocali costituiscono la sfida tecnologica, e soprattutto commerciale, degli ultimi anni. Ma solo a fine 2018 dobbiamo aspettarci la vera svolta.

19/10/2018  |  Fantini Cosmi Tempo di lettura
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Le interfacce vocali sono già fra di noi, più vicine di quello che pensiamo. Almeno per divertimento, ciascuno di noi ha provato a “parlare allo smartphone” per vedere i risultati. Superata la curiosità, resta la comodità di alcune azioni. Per esempio, impostare il navigatore con un semplice “naviga verso casa”, oppure dettare un messaggio o fare una ricerca su Internet al volo.

Eppure, questa è solo la superficie delle interfacce vocali. Immaginiamo cosa si può fare se Siri, l’assistente di Google, Cortana o Alexa fossero in grado di rispondere anche a comandi come “accendi il riscaldamento a casa alle 16.00 di oggi” oppure “chiudi le persiane”.

La smart home vocale è già qui
Tutto questo sarà possibile in un futuro molto prossimo. Così prossimo che basta acquistare uno degli hub per il controllo vocale, chiamati anche smart speaker, per iniziare a usare un sistema di comandi vocali all’interno della nostra smart home.

Quali sono gli assistenti vocali disponibili in Italia
Anche nel nostro Paese la maggior parte dei produttori ha iniziato proprio nel corso del 2018 a commercializzare i propri smart speaker, che in realtà sono gli hub dai quali si dipana la gestione della smart home basata sul cloud, la declinazione che attualmente tutti i produttori offrono e che ha diversi oggettivi vantaggi.

Attualmente in Italia le soluzioni disponibili sono Google Home e Apple Homepod. Il terzo attore principale. Amazon, con la linea Echo, dovrebbe arrivare prima della fine del 2018. Allora il quadro sarà davvero completo.

Interfacce vocali, compatibilità universale?
Anche del caso della smart home, la storia tende a ripetersi. Abbiamo anticipato che la sfida, più che tecnologica, sarà commerciale. Naturalmente i produttori di interfacce vocali sono interessati a fidelizzarci, anche a colpi di prodotti e funzioni esclusive. D’altro canto, i produttori indipendenti di dispositivi (per esempio Philips con le sue lampade Hue) fanno di tutto per offrire un prodotto il più possibile universale.

Per ora lo scenario, comunque, è roseo: consorzi come IEEE e i ZigBee, per esempio, hanno fatto un grande lavoro di mediazione per ottenere un sistema condiviso e compatibile. Insomma, al di là degli equilibri commerciali, noi utenti dovremmo essere liberi di scegliere i nostri fornitori, anche nel futuro.

Interfacce vocali, la sfida “intelligente”?
La smart home oggi ha, grazie alle interfacce vocali, possibilità e opportunità davvero notevoli rispetto al passato. E con l’affacciarsi delle prime funzionalità basate su intelligenza artificiale, lo scenario si fa davvero intrigante.

Abbiamo visto come già adesso un assistente vocale possa rispondere a comandi più evoluti rispetto al passato: possiamo chiedere a un assistente vocale di spegnere le luci, accendere lo stereo o la TV, chiudere le persiane. Anche specificando un orario.
Immaginare per il prossimo futuro comandi come “questa sera accendi il riscaldamento un’ora più tardi e imposta il bagno a 24 gradi perché voglio farmi una doccia dopo la palestra” non è affatto improbabile, anzi.
Alcuni produttori permettono già l’uso di “scenari” o “preset”, che consentono per esempio di associare una temperatura e una tipologia di illuminazione ad altre azioni, come una playlist da un servizio di streaming.

Presto tutto questo sarà definitivamente a portata della nostra voce.
Anche in Fantini Cosmi ci stiamo preparando.

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