Studiare e lavorare: esperienza win-win

Per Danish Iqbal, brillante 27enne di origini indiane, che ha scelto il Politecnico di Milano per costruirsi il suo futuro, si è trattato di un’esperienza entusiasmante. In questo articolo vi spieghiamo come la tesi di laurea condotta in azienda si è rivelata un periodo di formazione.

21/09/2022  |  Fantini Cosmi Tempo di lettura
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La tesi di laurea viene spesso associata alla fase finale di un percorso di studi, ma in realtà deve essere vista come l’inizio di una nuova avventura. Se poi viene svolta in azienda, diventa un’esperienza “win-win” sia per lo studente che per l’azienda: lo studente ha la possibilità di mettersi alla prova e di vedere applicate sul campo le nozioni che fino a quel momento ha studiato sui libri; per l’azienda rappresenta un’occasione per scoprire nuovi talenti, portatori di idee fresche e innovative.

La tesi di laurea condotta in azienda è un periodo di formazione, di sviluppo di nuove idee e risoluzione di challenge aziendali. È un progetto che si configura come un lavoro di approfondimento scientifico su un tema di interesse all’interno di un’azienda.

Fantini Cosmi da sempre crede nella collaborazione con il mondo universitario e periodicamente ospita tirocinanti con i loro progetti di tesi. In azienda sono seguiti da Roberto La Capruccia, responsabile della Ricerca e Sviluppo di Fantini Cosmi. Tra gli ultimi tesisti seguiti, Danish Iqbal si è laureato a Luglio in ingegneria dell’automazione e del controllo presso il Politecnico di Milano, con una tesi dal titolo “A temperature control algorithm for maximum comfort and minimum cost”, frutto di uno stage nel quale il candidato è stato aiutato nella modellazione e realizzazione di algoritmi di controllo della temperatura per la regolazione ambiente di zona mediante una valvola termostatica, al fine di conciliare aspetti legati al risparmio energetico a quelli di termoregolazione e contabilizzazione del calore delle singole zone delle unità abitative.

“In Fantini – spiega Roberto la Capruccia – ho portato la mia esperienza di correlatore di tesi in Ingegneria Elettronica per corsi di laurea magistrale e di relatore di tesi di dottorato in Meccatronica. Mi è sembrato naturale continuare questo percorso anche in Fantini Cosmi e l’azienda mi ha dato carta bianca.”

Ma qual è il valore aggiunto che l’azienda può dare al tirocinante e viceversa, e quanto è importante per un’azienda poter valutare giovani talenti impegnati sul campo in un’era in cui lo “skill-shortage” si fa sentire, soprattutto nel settore tecnologico?

“Il mio obiettivo è introdurre i ragazzi al mondo reale del lavoro e ricevere in cambio le loro idee fresche, libere da congetture” spiega Roberto. “In Fantini Cosmi un tirocinante o uno stagista può imparare realmente come si sviluppa un dispositivo, perché può seguire tutto il processo: dall’idea, allo sviluppo, alla produzione, fino alla commercializzazione. In azienda c’è tutto il know how, dalla progettazione, alla meccanica, alla programmazione software. È quindi un’esperienza a tutto tondo, sia dal punto di vista tecnico che personale. Quel che è fondamentale, però, è definire un confine preciso. Lo stage parte con la pubblicazione di un annuncio che contiene le informazioni dell’attività che viene proposta e degli obiettivi: vengono anche enunciate le competenze che verranno acquisite. Una volta stabilito il contorno della loro attività, per gli studenti è tutto più chiaro. Un tirocinante, soprattutto quando muove i primi passi sul campo, deve avere un suo perimetro, una sua comfort zone all’interno della quale muoversi liberamente, sapendo quali sono gli input e gli output attesi. Poi potrà anche spaziare oltre la sua zona di competenza e cogliere tutti gli stimoli che un ambiente come Fantini Cosmi può fornire. Ci tengo a sottolineare che nel nostro team io sono il tutor, ma il nostro è un tutoraggio di squadra: ognuno di noi in azienda si presta a dare risposte al tirocinante. Ciò che bisogna evitare, infatti, è di farlo sentire abbandonato. Inoltre, più persone collaborano e più il compito del tutoraggio diventa sostenibile, focalizzato e conciliabile con le ore di lavoro quotidiano. Inoltre, non bisogna demotivare o far sentire troppa pressione: il tirocinante deve lavorare senza ansia del risultato, anche se deve aver ben chiare le scadenze perché poi, nel mondo del lavoro, rispettare le tempistiche è importante. Quel che contraddistingue un’esperienza in Fantini Cosmi è la possibilità di utilizzare gli stessi strumenti che utilizzano i nostri sviluppatori: al tirocinante assegniamo compiti importanti per noi, quindi dobbiamo mettere a disposizione gli strumenti per esprimersi al meglio. Ciò significa che una volta terminato il progetto, il ragazzo o la ragazza avrà maturato delle competenze specifiche che potranno entrare di diritto nel proprio curriculum”.

Per Danish Iqbal, brillante 27enne di origini indiane, che ha scelto il Politecnico di Milano per costruirsi il suo futuro, si è trattato di un’esperienza entusiasmante.

“Ho scelto di studiare in una delle più prestigiose università del mondo e di condurre il mio progetto di tesi in un’azienda italiana altrettanto prestigiosa, Fantini Cosmi, che porta tecnologia e innovazione nel mondo. Quando ho iniziato a lavorare in Fantini, avevo una conoscenza di base del progetto. Ho studiato molto e analizzato ricerche, schede tecniche, articoli. Lavorare allo sviluppo di un algoritmo di controllo della temperatura non è stato facile, ma dopo pochi mesi, insieme al team, abbiamo sviluppato un algoritmo basato sul movimento della valvola del radiatore che considera il massimo comfort e il minimo consumo energetico, implementato poi con successo nell’hardware. Ho avuto la possibilità di confrontarmi con tanti professionisti esperti, di approfondire le conoscenze che già avevo di MATLAB e SIMULINK e ho maturato una buona conoscenza del microcontrollore STM 32 IDE. Consiglio vivamente questa esperienza perché può aiutare a sviluppare la propria personalità, si impara il lavoro di squadra, la puntualità e il rispetto delle tempistiche. Lavorare in Fantini Cosmi è stato come lavorare in una famiglia in quanto ho avuto il massimo in termini di supporto e supervisione. E posso dire di non aver mai incontrato una persona come Roberto La Capruccia: il modo in cui mi ha sostenuto, motivato e guidato durante il lavoro è stato unico.”

La collaborazione di Danish con Fantini Cosmi non finisce qui, ma proseguirà ancora per alcuni mesi: il suo professore ha apprezzato talmente tanto la sua tesi da suggerirgli di produrre un articolo scientifico!

 

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